INTERZONA 1998

venerdì 3 aprile, ore 18.15
Marco Margnelli
Ipnosi, trance, meditazione


Negli ultimi decenni del secolo scorso, grazie alla casuale concentrazione in un unico luogo e nel medesimo tempo di un gran numero di menti geniali e fertili, si era verificata l'occasione per riconoscere il valore psicologico della coscienza e, soprattutto, dei suoi stati modificati, ma l'occasione andò perduta a causa di un colossale equivoco di cui si pagano le conseguenze ancora oggi. Il luogo era l'Ospedale parigino della Salpêtière e le menti colà riunite erano quelle di Pierre Janet, Joseph Babinski, Charles Richer, Gilles de la Tourette, Moreau de Tours e altri (tra i quali, di sfuggita, Sigmung Freud). Ad attirare a Parigi tutti questi personaggi era Jean Marie Charcot, un gigante della neurologia.
È occorso un secolo di paziente e silenzioso lavoro, soprattutto da parte di coloro che studiarono sperimentalmente l'ipnosi, perché venisse affrontato il nodo centrale: il concetto e la struttura della coscienza normale.
Ancora oggi, nella comunità scientifica internazionale, si dibatte sul fatto che la trance ipnotica esista e che la "dissociazione" possa essere un meccanismo fisiologico invece che un segno di "isteria" o di squilibrio mentale.
( da "Stati di coscienza e psicopatologia: storia di un equivoco" di M. Margnelli su Altrove n4, Nautilus 1997).

Marco Margnelli, neurofisiologo e psicoterapeuta, vive e lavora a Milano. È presidente della Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza (SISSC), che si propone come sede aggregativa e di diffusione delle informazioni riguardanti questo vasto e multidisciplinare campo di ricerca. Le attività della SISSC intendono apportare contributi informativi e di studio per una seria e libera ricerca sugli stati di coscienza.

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