Pedrag Matvejevic' è nato a Mostar nel 1932: padre russo,
madre croata della Bosnia-Erzegovina. Professore all'Università
di Zagabria e poi alla Sorbona a Parigi, insegna attualmente letterature
slave all'Università La Sapienza di Roma e nel 1999 ha
tenuto lezioni all'università di Lovanio.
Vive tra Parigi e L'Italia. Dopo la "caduta del muro", si è
opposto a tutti le moderne "democrature", ossia, come egli stesso
li definisce, i nuovi regimi instauratisi in alcuni paesi dell'est,
che si dichiarano formalmente democratici senza che la società
presenti una struttura effettivamente democratica. Nel gennaio
del 2000 Pedrag ha ricevuto un incarico dall'Alto Commisariato
dell'Onu per i territori della ex-Jugoslavia.
Predrag
Matvejevic' born in 1932 in Mostar from a Russian father and a
Croatian mother. Now teaches at the New Sorbonne of Paris and
the Sapienza in Rome. Among his works: "Breviario Mediterraneo"
(1987), "Pour une poétique de l'événement"
(1979), "Epistolario dell'altra Europa" (1992).
In his work he has always confronted himself with the open concept
of ethnical-cultural identity, most of all by investigating the
relationship and the history of the peoples of the Mediterranean
and among them.
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NEWS
Il tribunale croato condanna Predrag Matvejevic'
a cinque mesi di carcere con l'accusa “d’ingiuria
e diffamazione”.
Articolo pubblicato su "il manifesto" il 5.11.2005
Andrò in prigione
Confondere la civiltà europea con la civiltà universale,
è una tentazione ben nota. Dare ad una realtà concreta
e contingente un significato quasi assoluto è un errore
comune. Sarebbe più utile discutere delle aspettative e
delle attese di una parte dell’Europa nei confronti dell’altra.
Nei due paese candidati dell'Unione Europea - La Turchia e la
Croazia - succedono nello stesso momento due casi simili : nel
primo, lo scrittore Orhan Pamuk (candidato serio per il Premio
Nobel) è minacciato di esser arrestato per aver riconosciuto
il genocidio della sua nazione sugli armeni; nell'altro, il sottoscritto
viene condannato a cinque mesi di carcere per aver scritto sulla
responsabilità degli intellettuali nazionalisti che hanno
aiutato i «signori della guerra» ad infiammare i conflitti.
segue
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