Dispositivo di ricerca
L'ipotesi che potessero esistere fenomeni di transe metropolitana ci ha portato ad un ulteriore allargamento del lavoro di ricerca.
La compagnia Giardini Pensili ha prodotto un vero e proprio dispositivo di ricerca attraverso la realizzazione della performance TRANCE BAKXAI (il titolo significa "trance baccanti" poichÈ la seconda parola Ë appunto "Baccanti" in greco maiuscolo).
In questo caso il campo non Ë pi˜ solamente osservato ma Ë prodotto in funzione dell'ipotesi di ricerca. Infatti la riflessione sui fenomeni di transe ritualizzate ci ha portato a considerare il tarantismo salentino.
Questa realtý Ë stata indagata da Ernesto de Martino e collaboratori in una celeberrima ricerca sul campo: "La terra del rimorso". Quella ricerca manteneva aperta l'ipotesi che il tarantismo fosse il residuo di antichi culti misterici precristiani o un rituale di possessione che aveva perso la cornice culturale. la nostra riflessione si Ë incentrata sulla permanenza nell'Europa di feste, e spettacoli che sembravano mantenere delle analogie con le descrizioni etnografiche delle transe ritualizzate ed in particolare abbiamo cercato di riflettere sulla musica e sull'ascolto.
L'ascolto attivo della musica l'organizzazione della percezione sonora secondo modalitý creative ci Ë sembrata la linea di fuga che attraversava i diversi campi di indagine.
Per questo ci siamo incontrati con "La nascita della tragedia" con lo spirito dionisiaco, lo spirito della musica ed abbiamo capito che Nietzsche aveva visto sorgere la tragedia dai rituali di transe di possessione, aveva sentito il coro e i singoli eroi separarsi ed individuarsi nelle loro vicende da un tessuto sonoro di modo frigio caratterizzato da fusione delle identitý in una transe collettiva in cui la distinzione poteva essere quella introdotta da Rouget (La musica e la trance) fra musicanti e musicati non fra attori e spettatori.Non ci interessa lo spettatore critico e razionale che non si coinvolge emotivamente, questo spirito alessandrino Ë solamente destinato al catalogo delle biblioteche (Nietzsche), vogliamo produrre un allargamento della coscienza non solamente una sua temporanea sospensione.
Non ci interessa la transe degli schiavi che per una o pi˜ notti recuperano identitý importanti e fondono in un magma collettivo il triste stato di coscienza quotidiano.
Quello che vogliamo produrre Ë la coscienza della transe, uno stato modificato consapevole un allargamento della coscienza per dirla alla Nietzsche ci interessa Socrate che suona.
Per questo il campo di forze che produciamo per questa esperienza si riallaccia alla tragedia ed il particolare alle Baccanti la tragedia in cui Euripide, il razionalista, il riformatore e l'affossatore dello spirito tragico viene invaso da Dioniso molteplice.
Abbiamo voluto ripartire di li.Proporre la tragedia in forma di rave per tutta la notte con lo spirito musicale dominante e con il coro che Ë costituito dai partecipanti all'evento che si comportano come baccanti ballando e seguendo l'intrecciarsi di movimenti, performance visive e sonore che si ritagliano uno spazio per poi tornare nella molteplicitý.
Un lavoro fondamentale Ë fatto sulle immagini usate nel corso della performance alternando materiali pre-registrati a riprese effettuate in tempo reale all'interno dello spettacolo e rimandate su videoproiezioni di grande formato attraverso un mixaggio in diretta. I suoni sono prodotti completamente dal vivo grazie a un ensemble di musicisti italiani e austriaci che lavorano su materiali originali tra trip hop, drum'n'bass, nuova elettronica. Non dischi quindi ma veri strumenti che suonano per tutta la durata dell'evento e dove l'aulos Ë simbolicamente sostituito da clarinetti che si muovono su sonoritý elleniche (Epiro) e chassidiche quasi a riunire in un'unica transe pi˜ culture: greca, araba, ebraica, italiana. Suoni e immagini sono anche trattati come materiali subliminali affinchÈ permanga in coloro che partecipano, una memoria anche di cose non non viste o non udite in maniera esplicita.
Il progetto Ë preceduto da un laboratorio in cui alcuni partecipanti sono formati per diventare personaggi, animali, oggetti dello spirito tragico che si diffonde nella notte dell'esecuzione. Si tratta appunto di una esecuzione non di una rappresentazione. Si esegue la musica, si danza e si pensa.
E si segue anche un doppio testo che si dipana nella notte: quello in greco antico di Euripide opportunamente campionato e usato come materiale per la ripetizione, l'iterazione della parola in forma ipnotica, il ritmo, e il testo scritto appositamente in italiano.
Un testo poetico che ritorna ciclicamente, circolarmente, puro suono tra suoni nel flusso dell'evento.